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Anemone con pesci Pagliaccio - Magnificent sea anemone with Twoband Anemonefish Heteractis magnifica - Amphiprion bicinctus

- Curiosità sulla specie - A cura della biologa Aida Mancuso

Heteractis magnifica
Nome latino :Radianthus malu o Heteractis magnifica
Nome comune :attinia dal piede rosso
Dimensioni : al massimo 50 cm .
Grosso Antozoo solitario, dell'ordine degli Attiniari, molto colorato e molto decorativo. Proviene dall'oceano Indiano e/o dall'oceano Pacifico.
Sessile e completamente privo di un sostegno scheletrico, si fissa su di una base, quale una roccia o una madrepora, oppure si insabbia sul fondo mediante un disco adesivo detto “piede”, di un bel color rosso brillante.
In cima al piede si trova l'apertura boccale dello stesso colore del piede, circondata da una corona di lunghi tentacoli. I tentacoli, traslucidi ed opalescenti, di color verde od ocra, terminano con una punta a forma di clava molto più colorata; sono ricoperti da cellule urticanti, dette "cnidoblasti" e vengono utilizzati dall'animale sia come difesa che per procurarsi il cibo. Molto robusto, per essere un invertebrato, spesso instaura rapporti di convivenza con piccoli pesci, preferibilmente Amphiprion, con i quali spesso si crea un rapporto di simbiosi.
Preferisce sistemarsi in un luogo fortemente illuminato ed interessato da buon idrodinamismo, se non gradisce la posizione in cui è allocato, si sposta facilmente, muovendo il piede o, addirittura, nuotando liberamente.
Onnivoro, si nutre di tutto ciò che arriva a portata dei suoi tentacoli urticanti.
Sul loro piede carnoso le Attinie possono spostarsi, ma assai più lentamente delle lumache. Alcune non trovando nella sabbia una base cui aderire, vi affondano il loro piede. I tentacoli flessibili, squisitamente colorati, sono animati da movimenti leggeri, secondo la minima corrente. Al ritiro dell'onda, i petali viventi si richiudono, eccezion fatta per i grossi anemoni (come quello della foto) che hanno perso la capacità di richiudersi completamente, perdendo, così la loro prima strategia difensiva, sostituita dalla convivenza con i pesci pagliaccio che li difendono efficacemente dai loro predatori naturali (es. pesce farfalla).
In alcuni generi i tentacoli coronano la "colonna" e lasciano vedere l'orifizio posto al centro del "disco"; in altri, sembrano espandersi come un cesto di fiori che cela la bocca nel loro cespuglio; nei Cerianti, propri dei fondi sabbiosi, i tentacoli imitano il fogliame di una palma; negli Actinolobi sono piumosi, cosicché l'animale sembra un garofano rosa. Ma, sempre, quando una preda giunge alla loro portata, l'afferrano, la portano alla bocca che si apre e l'ingoiano. E' ad un vero "pasto di belve" quello a cui si può assistere: questi fiori di carne abbracciano, stringono, invischiano gamberetti o pesci che, troppo grossi, fuoriescono in parte dalla bocca. Dopo qualche ora, l'orifizio cambierà funzione, espellendo i resti del festino.
Per quanto questa inversione delle funzioni di un organo sia sorprendente, lo è meno dell'inversione di organi per una funzione, messa in evidenza da questo esperimento: se si rivolta l'anemone come un guanto, esso digerisce lo stesso, in quanto la sua pelle diviene lo stomaco! Ciò dimostra la non-differenziazione dei tessuti. L'animale non ha "organi" ed i suoi tessuti possono assumere tutte le funzioni: sia secernere del veleno, sia assimilare gli alimenti. Ed anche dar luogo alle uova, che si sviluppano nel sacco, mentre invece la bocca, assumendo una nuova funzione, emetterà dei piccoli anemoni. Ma è d'altronde possibile sia una riproduzione per divisione verticale od orizzontale sia per gemmazione. Certe specie danno nuovi individui persino da pezzi tagliati, il che dimostra ancora una volta la polivalenza dei tessuti.

AMPHIPRION BICINCTUS
Famiglia: Pomacentridi.
Provenienza: fascia tropicale indopacifica.
Ha corpo alto e corto, una colorazione arancio-marrone, inferiormente più chiaro, con due sottili fasce trasversali di color bianco azzurrino, terminanti a punta. Il muso, il ventre, le pinne ed il peduncolo caudale sono di un colore più chiaro, che tende all'arancione giallino; le pinne caudali, negli animali giovani che non superano i 10 cm di lunghezza, sono corte e tronche invece negli adulti si prolungano a punta.
Dimensioni: fino a 15 cm .
Differenze morfologiche sessuali: nessuna.
Alimentazione: allo stato libero si nutre di organismi planctonici, in acquario cibo in piccoli bocconi.
Vive in stretto rapporto con le attinie, come le altre specie del suo genere.
Ha riproduzione esterna ed avviene sotto la protezione degli anemoni di mare. Vivono a coppie o in piccoli branchi con una femmina dominante ed un maschio riproduttore: se la femmina muore, il maschio riproduttore si trasforma in femmina dominante ed il secondo maschio in ordine di scala, diventa il maschio riproduttore. Gli Amphiprion sp possono convivere solo con altri pesci legati alle attinie.
Uno degli spettacoli più affascinanti offertici dal mare è sicuramente quello del rapporto simbiotico fra i pesci pagliaccio (Amphiprion, Premnas) e varie specie di anemoni (Stoichactis, Condylactis, Radianthus). Tale fascino non è naturalmente determinato solo dal fatto, a ben pensarci già di per se stesso stupefacente, che un animale considerato "inferiore" come un anemone si "associ" con un pesce per dare e ricevere benefici, ma soprattutto (e credo che su questo siamo tutti d'accordo.....) da quei magnifici, quasi ipnotici volteggi e da quelle eleganti piroette che i pesciolini effettuano, completamente immuni, fra i temibili tentacoli vellutati dei loro ospiti. E' proprio a questa innegabile valenza estetica che l'accoppiata Amphiprion-anemone deve senza dubbio il suo grande successo fra gli amanti delle creature marine.
La simbiosi fra pesci pagliaccio ed anemoni è considerata generalmente dai biologi proprio al limite fra la protocooperazione ed il mutualismo o simbiosi obbligata, la forma più evoluta di interazione positiva fra organismi appartenenti a specie diverse, in cui entrambe le specie traggono vantaggio dal rapporto simbiotico e sono al contempo più o meno completamente dipendenti l'una dall'altra. Nella protocooperazione esistente ad esempio fra attinie e paguri (anche questo un classico per gli appassionati di creature marine...), l'attinia può tranquillamente fissarsi su qualsiasi altro substrato che non sia la conchiglia del paguro, senza riceverne evidenti danni. Sia gli Amphiprion che gli anemoni (i primi in forma attiva, i secondi in forma passiva) difendono il proprio partner simbiotico da eventuali predatori, ed in più l'anemone "approfitta" delle particelle di cibo residuate dai pasti dei pesci per integrare la propria dieta. La semi-obbligatorietà di tale dipendenza è quanto mai vera, infatti si osserva un'aumentata mortalità non solo fra gli Amphiprion privi di anemone, proprio a causa di un aumento degli attacchi da parte di predatori, ma anche per gli anemoni privi di Anfiprionidi: si è infatti osservato come in natura i pesci pagliaccio arrivino spesso a difendere attivamente il proprio ospite da altri pesci divoratori di celenterati, come Pomacantidi e Chetodontidi.
Riguardo la modalità di assunzione della immunità da parte degli Anfiprionidi, De Graaf afferma che lunghe ricerche abbiano portato ad appurare che gli Amphiprion si "immunizzano" nei confronti delle cellule urticanti degli anemoni grazie ad una graduale esposizione per contatto, trasferendo così a poco a poco sul muco del proprio corpo il muco epidermico velenoso degli anemoni stessi. Ad un certo punto, allorquando il pesciolino è completamente ricoperto dal muco dell'anemone, può aggirarsi fra i tentacoli velenosi impunemente, perchè l'anemone stesso lo "percepisce" tattilmente come una propaggine del proprio corpo. Si tratterebbe quindi non solo di un modo alquanto "parassitico" di acquisire l'immunità ma anche di una modalità strettamente specie-specifica, ossia un pesce immune ad una determinata specie di anemone non può impunemente introdursi fra i tentacoli di un'altra senza una adeguato periodo di acclimatazione.
A tutt'oggi si riconoscono 26 specie di Amphiprion, tutte diffuse nelle barriere coralline tropicali dell'Oceano Indiano, Pacifico e del Mar Rosso.

Curiosità
Il veleno degli anemoni, che paralizza le prede ma che ha, per l'uomo, un semplice effetto urticante, ha svolto un ruolo importante nella storia della fisiologia. Nel 1901, durante una famosa spedizione oceanografica voluta dal principe di Monaco, gli scienziati Charles Richet e Paul Portier studiarono il veleno ipnotizzante delle Fisalie, ma, per la mancanza di animali da laboratorio, non poterono condurre a bordo esperimenti sull'acquisizione di un'eventuale immunità contro questo veleno. Al ritorno ripresero questo studio, ma se avevano cani e gatti non avevano più Fisalie, rare sulle nostre coste. Ripiegarono su un veleno d'anemone, del medesimo tipo, ma più debole. Strano! Non poterono ottenere la minima immunità! I cani che avevano ricevuto una prima dose sembravano anzi diventare più sensibili. Ma ecco che il cane Nettuno, dopo 2 iniezioni, che non ebbero una reazione notevole, dopo 24 giorni, al ripetere delle iniezioni con la stessa dose di veleno viene folgorato! Viene così scoperto il fenomeno della sensibilizzazione, cioè dell' "anafilassi", inverso della “filassi”, cioè dell’immunità, il cui ruolo nella medicina moderna è così essenziale.
Si spiega in tal modo il pericolo - troppo poco conosciuto - d'essere punti due volte da meduse o da altri animali velenosi. E’ famoso il caso dei soldati che nel 1914, al tempo delle battaglie dell'Yser, bagnandosi nel mare, morirono per essere stati punti due volte da qualche medusa.

Aida Mancuso



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