Gambero pulitore su Murena
Cleaner shrimp with moray
Lysmata seticaudata - Muraena Helena
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Curiosità sulla specie - A cura della biologa Aida Mancuso
Visto che bel sorriso sfoggia la nostra murena?
E che dire del suo fido amichetto, il gamberetto pulitore che ha il permesso di “operare” nel suo cavo orale senza timore?
Questo gamberetto è il Lysmata seticaudata, ed è uno dei crostacei mediterranei più interessanti. Ciò è dovuto sia alla sua estrema adattabilità alla vita in cattività che alla sua bellezza ed alla particolarità dei suoi comportamenti nei confronti degli altri organismi marini.
E’ un elegante gambero di colore rosso più o meno acceso con delle strisce biancastre longitudinali che si trova facilmente, durante la notte, nelle zone portuali o nelle scogliere. Dal punto di vista strettamente biologico si tratta di un decapode della famiglia degli Hyppolitidi che predilige vivere fra i rizomi della Posidonia, all’interno di piccoli anfratti o anche nei porticcioli, dove il cibo è abbondante. Lo si può rinvenire ad una profondità variabile tra i 2 ed i 50 metri.
In natura è attivo prevalentemente durante le ore notturne, evitando, così, un gran numero di predatori ed è in genere estremamente sospettoso. Anthias, Chromis, Murene, Blennidi (di ridotte dimensioni), e piccoli esemplari di Apogon, sono i pesci che apprezzano una dote fondamentale del Lysmata: il suo ruolo di pulitore.
Come accade per diverse specie marine tropicali anche nel Mediterraneo ci si può imbattere in situazioni apparentemente inspiegabili come questa, ma a ben vedere,
ci accorgiamo che si tratta di simbiosi mutualistica: entrambi traggono vantaggio da questa loro “società”. Con l’abile uso dei suoi “minuscoli attrezzi” il Lysmata è in grado di garantire una corretta igiene orale, cibandosi dei più piccoli residui di cibo o eventuali parassiti del pesce in questione. Questa sua dote gli garantisce una sorta di immunità, quasi ci fosse un tacito accordo di collaborazione tra pesce e gambero.
Per quanto riguarda la nostra sorridente amica, si tratta della murena mediterranea (Muraena helena Linnaeus, 1758 ) è un pesce d'acqua salata dal corpo anguilliforme, lungo e robusto. È un predatore che si nutre di pesci e cefalopodi.
Ha mascelle sottili ma potenti; grande rapidità di azione, gola estensibile, denti lunghi e acuminati ne fanno un predatore temibile capace di attaccare animali di notevoli dimensioni, che digerisce con calma nel suo grande stomaco. Preferisce le seppie o i polpi che caccia di notte e che localizza grazie all'olfatto molto sviluppato.
Può raggiungere una lunghezza di un metro e mezzo e pesare fino a 15 kg.
Le murene sono prive di pinna pettorale mentre sono dotate di una bassa pinna dorsale. La pelle (solitamente di colore bruno scuro screziato di macchie gialle e biancastre) liscia e priva di scaglie è ricoperta di muco. Non possiede la lingua. Ha narici tubulari. Si riproduce nel periodo invernale e depone delle uova pelagiche.
Essa viene spesso descritta come un animale dal morso velenoso ma la realtà è leggermente diversa: la saliva della murena contiene una blanda tossina (termolabile, cioè resa innocua dal calore), secreta da apposite ghiandole poste sulla mucosa palatina, che scorre tra il dente e la mucosa stessa. Il morso della murena può essere estremamente doloroso a causa dei denti molto acuminati, in grado di produrre lacerazioni dei tessuti. La bocca inoltre è piena di residui di origine animale che costituiscono un terreno di coltura per microorganismi che possono sovrainfettare le ferite.
Attacca l'uomo solo se infastidita o qualora si senta minacciata.
Curiosità
Nota fin dai tempi dei romani, fu oggetto di numerose credenze fra cui quella che si riteneva fosse capace di accoppiarsi con i serpenti. Secondo un'altra credenza la murena riusciva a vivere anche senza testa, mentre moriva se le si staccava la coda (sede dello spirito). Come narra Plinio, presso i romani, la murena veniva allevata in grandi vasche vicine al mare. Sempre secondo Plinio, esso stesso si innamorò di una di esse al punto tale di ornarla con monili d'oro e di spargere lacrime amare alla sua morte. Alcuni uomini illustri come Vidio Pollione, erano persuasi che le carni di questi pesci fossero più gustose se nutriti con carne umana! Un altro personaggio romano, Crasso Romano, amava le murene per un puro fatto estetico.
Per questo mese è tutto!! A presto!!
Aida Mancuso