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Relitto di Punta Papa Landing Ship Tanks

- Curiosità sul relitto - A cura della biologa Aida Mancuso

Salve a tutti, questo mese vede protagonista della foto un soggetto molto particolare, quello che è conosciuto come “il relitto di Punta Papa”. Chi ha vissuto quella tragica notte del 1943, in cui persero la vita diverse persone, rivivrà sicuramente attraverso essa tristi ricordi, ma, a guardare meglio, vedrà anche che la vita ha trovato il modo di far capolino anche lì, dove è passata la Grande Mietitrice. Macchine create per dare la morte, brulicano di vita e di colori.
Gli uomini che ci hanno lasciato in quella triste notte, rivivono nelle meraviglie che la Natura ha fatto miracolosamente nascere lì, dove non c’èra nulla se non il grigio e freddo metallo pensato per uccidere...
Un po’ di storia per chi non conosce questo relitto, noto , invece, a molti sub, in quanto si presta a far vivere splendide immersioni e permette ottimi scatti e videoriprese: a Punta Papa, che divide Cala Feola da Cala dell'Acqua, si trova, a poco più di una ventina di metri di profondità, il relitto di una piccola nave da trasporto inglese a carena piatta, che naufragò ed esplose durante l'ultima guerra a causa del maltempo e dei motori in avaria.
Lunghe più di cento metri, queste unità della flotta inglese, chiamate "Landing Ship Tanks", erano state progettate per il trasporto di truppe e mezzi e vennero largamente impiegate dalla Marina Britannica durante la seconda guerra mondiale proprio per la loro capacità, essendo a fondo piatto, di sbarcare con facilità in qualsiasi punto della costa una grande quantità di uomini e mezzi da sbarco. In una notte di febbraio del 1943 una di queste navi (la “nostra”) venne sorpresa da una violenta mareggiata mentre trasportava il suo carico bellico da Anzio a Napoli.
La nave, oltre a munizioni ed approvvigionamenti per le truppe alleate, aveva a bordo anche due carri armati e una cinquantina di prigionieri tedeschi. In balia dei marosi, l'imbarcazione venne ripetutamente sbattuta sugli scogli vicini e, quando la caldaia scoppiò, si spezzò in due tronconi e affondò in pochi secondi, portando con sé anche una trentina di uomini, fra marinai e prigionieri, oltre al comandante, che si uccise con un colpo di pistola.
Oggi il relitto giace su un fondale sabbioso tra i 25 e i 22 metri di profondità. La parte di prua, con le sue quattro mitragliatrici, si trova proprio sotto lo scoglio di Punta Papa, a quota -25 metri. Il ponte arriva a soli 18 metri di profondità ed e' possibile entrare a ispezionare le cabine in cui, cercando bene, si possono ancora trovare munizioni, scarpe, bottoni di giacca e altre suppellettili. Delle quattro mitragliatrici antiaeree, quella di prua, la più grande (nella foto di Stefano e che ammirerete per tutto il mese), e' ancora ben visibile ed un'altra ruota ancora, sia orizzontalmente che verticalmente, sulla sua base; una terza si e' completamente staccata durante il naufragio e giace capovolta sulla sabbia, a pochi metri dal troncone di prua. La parte di poppa del relitto giace su un fondale di sabbia bianca a 20 metri di profondità, non lontana dal troncone di prua, all'interno della baia.
Anche per questo mese è tutto!
Vi auguro una S. Pasqua serena ed all’insegna della pace e del perdono reciproci.

Un caro saluto Aida Mancuso



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