Gorgonia gigante con alcionari
Giant gorgonian with soft coral
Subergorgia hicksoni - Dendronephthya species
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Curiosità sulla specie - A cura della biologa Aida Mancuso
Carissimi amici, spero siate tutti a fare una meritata vacanza...magari al mare!! Agosto è rappresentato da questi animali (non sono piante, anche se lo sembrano..) dai colori sgargianti, le dimensioni notevoli e l’aspetto di fronde che si muovono proprio come quelle degli alberi, ma qui non è il vento ad agitarle, bensì la corrente marina, per loro insostituibile fonte di vita.
Andiamo a scoprire un po’ le loro caratteristiche:
SUBERGORGIA HICKSONI
Questa gorgonia forma grandi ventagli costituiti da nervature fittamente ramificate e parzialmente fuse fra loro. La colonia è sostenuta da uno o più grossi rami che si biforcano a breve distanza dal punto di attacco al substrato, e formano altrettanti lobi della struttura a ventaglio complessiva. Lo scheletro è corneo ed è costituito da una scleroproteina, detta “gorgonia”, ricca di particolari elementi quali bromo e iodio. I polipi sono piccoli, retrattili e con otto tentacoli piumati. Può raggiungere dimensioni superiori ai 2 metri. La presenza di gorgonie indica quasi sempre aree del fondale interessate da correnti costanti che influenzano notevolmente la forma e lo sviluppo di questi organismi. I polipi sono disposti sui rami in file longitudinali e ne modificano l'aspetto e, in parte, il colore a seconda che siano chiusi o espansi. La gorgonia si nutre catturando particelle di detrito organico e minuti organismi planctonici trasportati dalle correnti. E' chiamata gorgonia gigante per via delle dimensioni impressionanti delle sue colonie che possono superare i 3 metri di altezza e di apertura.
Le gorgonie sono animali che caratterizzano l'ambiente delle scogliere profonde, un elemento dominante nelle acque del Nord Sulawesi come in molte altre zone del mondo. I grandi rami a ventaglio, colorati, che si flettono nella corrente, sono ricercati dai subacquei e dai fotosub.
Con il termine generico di gorgonie indichiamo tutti gli ottocoralli dotati di uno scheletro corneo. Ci troviamo nel tipo degli Cnidaria, che comprende animali a struttura di base molto semplice, primitiva, con due caratteristici stadi di crescita: polipo e medusa.
Le gorgonie appartengono alla classe Anthozoa, sottoclasse Octocorallia, ordine Alcyonacea (in precedenza erano considerate un'ordine a parte, Gorgonacea).
Anche la maggior parte di quelli che chiamiamo coralli molli appartengono al medesimo ordine (Alcyonacea). Abbiamo preferito conservare la distinzione tra gorgonie e coralli molli, anche se la scienza ha unificato i due ordini, perché è una distinzione naturale per il subacqueo.
Le gorgonie sono organismi coloniali, formate da polipi. Il tipico polipo degli ottocoralli ha una colonna cilindrica che termina con una bocca circondata da 8 tentacoli pinnati (con espansioni laterali). L'anatomia interna è assai primitiva, praticamente ridotta a uno stomaco, con un'unica apertura (la bocca). Il cibo non digerito viene rigettato In una colonia esiste una comunicazione tra i diversi polipi, che si scambiano sostanze nutrienti ma anche informazioni (attraverso una rete nervosa). Se la punta di un ramo viene disturbata, l'intera colonia reagisce chiudendo i polipi.
Lo scheletro coloniale ha spesso una forma ramificata, più raramente allungata senza ramificazioni (gorgonie a frusta).
Lo scheletro ha un asse di consistenza cornea, formato in prevalenza da una proteina detta “gorgonia”. Lo scheletro nella colonia viva è rivestito di un tessuto coloniale detto “cenenchima”, nel quale i polipi possono ritrarsi. Il cenenchima ha una consistenza più o meno fibrosa per la presenza di scleriti calcarei. L'intero scheletro può essere calcareo in alcune specie (il corallo rosso del Mediterraneo, Corallium rubrum, è una gorgonia). La colonia cresce di solito estendendo le proprie ramificazioni a formare un ventaglio planare perpendicolare alle correnti dominanti. La rete formata dalle ramificazioni intercetta le correnti, le smorza determinando dei vortici di acqua a valle della colonia, che riportano ai polipi le particelle di cibo. La maggior parte delle gorgonie ha colonie a sessi separati (colonie maschio e colonie femmina). In alcuni casi uova e spermatozoi sono emessi simultaneamente e la fecondazione è esterna, ma nella maggior parte delle specie la femmina capta gli spermatozoi, e le uova sono incubate nella colonia femminile. Dall'uovo fecondato si sviluppa in tutti i casi una larva natante, che si allontana dalla colonia madre, si fissa, metamorfosa e dà origine a un nuovo polipo fondatore.
La propagazione asessuale, per frammentazione delle colonie, non e' molto comune tra le gorgonie. Tuttavia ad esempio Junceella fragilis amputa la parte terminale della ramificazione che si fissa al fondo e cresce in una nuova colonia.
Dendronephthya sp.
I coralli molli di questo genere possono essere considerati i più tipici e noti rappresentanti di questo gruppo di Ottocoralli. Sono organismi coloniali con strutture tipicamente arborescenti e ramificazioni più o meno numerose. La loro forma ricorda molto un albero privo di foglie, ben piantati nel substrato roccioso o corallino della barriera. Sono dei coralli molli, per cui non esiste una struttura rigida che li sostiene, i loro fusti sono gonfi d’acqua. In realtà delle scaglie calcaree che rivestono il fusto danno una solidità maggiore alla colonia. E già, si tratta di animali, non di piante! Sono migliaia di individui uniti insieme, ogni ramificazione possiede numerosi polipi con otto tentacoli ciascuno, da qui l’ordine degli ottocoralli, ed ogni polipo, oltre a rappresentare un singolo elemento della colonia, è ovviamente munito di bocca per catturare il nutrimento, contribuendo alla sopravvivenza della colonia intera. Le loro colorazioni sono piuttosto varie, dalle più coreografiche con colori sgargianti, come rosso, arancio, giallo, alle più delicate come il rosa. Le dimensioni variano con il variare del mare dove si trovano. Nella Grande Barriera Corallina in Australia, l’opera della natura più imponente al mondo, dove tutto è di dimensioni sopra la norma, anche loro si sono adeguate: qui infatti superano abbondantemente il metro di lunghezza e la base del loro fusto ha proporzioni adeguate. Si possono trovare da pochi metri sotto la superficie fino anche ai 40-50 metri di profondità, dipende molto dalla limpidezza dell’acqua. La batimetria della loro crescita dalla superficie è proporzionale all’azione delle onde, ovviamente là dove il loro impeto non ha più la forza di strapparle dal reef. Una volta insediata la loro area, altre specie di corallo o altri organismi potrebbero minacciare la loro esistenza, ma la colonia è armata come un esercito. Ogni polipo, infatti, è in possesso di dardi velenosi che se stimolati chimicamente reagiscono proiettandosi all’esterno, questa è la loro battaglia per la sopravvivenza! Queste offensive sarebbero completamente innocue per l’uomo, ma la mia raccomandazione è quella di non toccarli, sono creature molto fragili e il solo contatto potrebbe procurare danni seri all’alcionario: basta una pinneggiata distratta per spazzare via l’intera colonia.
Ricordiamoci di rispettare sempre il mare ed i suoi abitanti!!
Serene vacanze a tutti e buon rientro!
Aida Mancuso