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Photo: Stefano Calcabrini
Tartaruga Verde - Green Sea Turtle
Chelonia mydas

- Curiosità sulla specie - A cura della biologa Aida Mancuso

Ben ritrovati a tutti voi!
Marzo ci regala un momento “intimo” delle tartarughe marine. Sono magnifici animali ufficialmente protetti dalle leggi per la tutela delle specie a rischio di estinzione. Ho avuto l’onore di studiarle da vicino e scoprirne le qualità e doti nascoste e non…sono le mie “piccoline”, come sa chi mi conosce bene. Ve ne presento una delle numerose specie:

Chelonia mydas (Linneaus, 1758)
(Tartaruga verde)

Classe: Rettili
Sottoclasse: Anapsidi
Ordine: Cheloni
Sottordine: Criptodiri

Nome nelle diverse lingue:
Spagnolo: tortuga verde
Inglese: green sea turtle, black turtle, East Pacific green turtle
Francese: tortue verte
Famiglia: Cheloniidi

La Tartaruga Franca o Tartaruga Verde, chiamata anche Mida, si distingue per l'involucro corneo della mascella superiore, che non si piega né si protrae, ed ha i margini affilati e dentellati. Le piastre della corazza dorsale sono una accanto all'altra senza sovrapporsi. II guscio degli adulti arriva alla lunghezza di 140 cm con guscio ovale, solo 4 lamine costali per lato e un paio di squame prefrontali. Il carapace (guscio) di solito è verde bruniccio, marmoreggiato di giallognolo. Le squame del capo hanno bordi chiari.
Si trattiene spesso in vicinanza delle coste, presso le foci dei fiumi o dei torrenti maggiori. Preferisce acque poco profonde e calde, ricche di alghe, dove non viene molestata e si lascia avvicinare anche dai natanti. Nei luoghi dove non è perseguitata, vive in branchi numerosi, che ne denotano l'indole socievole. Questa specie si nutre preferibilmente di piante marine ed alghe, sovente rivela la sua presenza con i rimasugli vegetali che, spezzati dall'animale, risalgono a galla. Contrariamente agli adulti, i piccoli sono soprattutto carnivori. E’ capace di compiere lunghe migrazioni transoceaniche. E’ stata abbondantemente utilizzata (ed ancora lo è in barba alle leggi..) dall'uomo come alimento.
C’è un motivo se la Tartaruga verde predilige le acque basse. Lì la vegetazione marina cresce rigogliosa per la gioia degli esemplari adulti. Grazie, infatti, alla sua “ranfoteca” dentellata riesce a nutrirsi di piante marine, come la Thalassia e la Zostera, rosicchiandone le radici che vengono appallottolate con la sabbia dei fondali per essere, poi, mangiate durante la bassa marea. Una tecnica previdente ma con i suoi effetti collaterali nocivi, dato che le piante tagliate finiscono per galleggiare segnalando inesorabilmente la loro presenza ai pescatori, cui però possono sfuggire gli esemplari giovani e sub adulti quando, in fase di crescita con un bisogno notevole di proteine, preferiscono dedicarsi a crostacei e meduse, se, insomma, si comportano da carnivori come fanno, peraltro, quelli costretti negli acquari dove vengono alimentati solo con pesci. La Tartaruga marina comune (Caretta caretta) viene talvolta confusa con C. mydas ma tende a essere più marrone-rossiccia e ha cinque (non quattro) lamine costali per ogni fianco.
Il periodo di deposizione in questa specie varia con la latitudine geografica. Nel Sarawak (nord-est del Borneo), ad esempio, il numero di uova raccolte raggiunge il massimo in agosto mentre il minimo si registra a dicembre e gennaio. Altri siti importanti sono quelli di Tortuguero, in Costa Rica. Ma non mancano nemmeno nel Mediterraneo. La deposizione avviene ad intervalli di 2, 3 o più anni. Nell’ambito della stessa stagione di nidificazione si contano fino a 5 covate anche di 200 uova, dalla forma perfettamente sferica. I piccoli nascono dopo un periodo di incubazione che varia dai 40 ai 60 giorni circa.
Non è difficile incontrare una Chelonia mydas in alto mare anche se, in genere, prediligono profondità modeste. Ognuna delle popolazione delle due diverse sottospecie ha un proprio territorio. Se l’Atlantico è di casa per la Chelonia mydas mydas, la Chelonia mydas japonica si rintraccia nell’ Oceano Pacifico e Indiano.
Esiste poi una Tartaruga verde più piccola (di circa i 90 cm di lunghezza e i 70 Kg di peso) che, alcuni sistematici considerano come una sottospecie di Chelonia mydas, altri una specie diversa. E’ la Chelonia agassizi, detta anche Tartaruga nera per la colorazione più nerastra del carapace. Questa vive nella costa americana dell’Oceano Pacifico, dalla California al sud del Perù. La Tartaruga verde è stata a lungo cacciata per la sua carne, le sue uova nonché per farne oggetti decorativi e suppellettili. Per questo, non deve sorprendere se le sue popolazioni si sono notevolmente ridotte.

Buon inizio Primavera!

Un abbraccio
Aida Mancuso

www.12scatti.org



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