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Photo: Andrea Giulianini
Schiusa delle uova Jaw Fish – hatching eggs Jaw Fish
Opistognatus sp.

- Curiosità sulla specie - A cura della biologa Aida Mancuso

Jaw Fish
Opistognatus sp.


E’ un Opistognathidae (opisto = "dietro", gnath = "bocca"), comunemente denominato jawfish, viene classificato nell’ Ordine Perciforme, sottordine Percoidei. Si trova in tutta la zona superficiale della barriera corallina dell 'Atlantico e del Pacifico. Fisicamente simili ai blennidi, i jawfish sono generalmente di dimensioni più piccole con un corpo allungato. Le loro teste, bocche, e gli occhi sono grandi, in termini di dimensioni rispetto al resto dei loro corpi.
I jawfish sono in possesso di una singola, lunga pinna dorsale con 9-12 spine ed una pinna caudale che può essere arrotondata o appuntita. I jawfish tipicamente risiedono in cunicoli che costruiscono nel substrato di sabbia. Essi usano la loro bocca per rimuovere la sabbia che viene trasportata fuori e buttata altrove. Così, lentamente, avviene la costruzione di un tunnel. Utilizzando la protezione di questi cunicoli, questi pesci, che si nutrono di plancton o di altri piccoli organismi, sono pronti a ritornare al sicuro al primo segno di pericolo. Sono fortemente territoriali per quanto riguarda la zona intorno ai loro cunicoli. I jawfish sono “mouthbrooders” il che significa che le uova si schiudono in bocca, dove il neonato e, poi, gli avannotti trovano rifugio dai predatori. Tutte le specie di pesci che hanno impiegato questa speciale tecnica per accudire le uova ed i piccoli , un tempo deponevano le uova in anfratti e cavità, ed hanno sostituito questa abitudine per difendere e sottrarre le loro uova ai predatori. Questa strategica evoluzione ha consacrato un enorme successo nei pesci che adottavano questo tipo di riproduzione e cure parentali.
Molti si saranno chiesti ,chi sono gli “incubatori orali”?
Gli incubatori orali sono quelle specie di pesci, dove il maschio, la femmina, o entrambi i riproduttori custodiscono in bocca (cavità orale) le uova fecondate (incubatori ovofili) o gli avannotti per il primo stadio di sviluppo e svezzamento (incubatori larvofoli ).
Moltissimi sono i ciclidi che adottano questo stratagemma riproduttivo, in maggior numero quelli della zona del rift walley (i laghi Malawi Tanganika Vittoria) ma lo si può trovare anche in altre famiglie di non ciclidi come:

Apogonidae
Ariidae
Anabatidae
Osteoglossoidae
Cyclopteridae
Siluroidae
Opisthognathidae
Belontiidae
Luciocefalidae


La tecnica dell’incubazione orale è adottata dai pesci sia in acqua dolce che in quella marina. Molti incubatori orali hanno uova più grandi ed in numero molto minore rispetto ai pesci che depongono le uova in modo usuale per esempio sui substrati (rocce, legni, piante e in “acqua aperta”). Alcuni incubatori orali “primitivi”, per cosi dire in termini di evoluzione, hanno uova piccole e numerose, per esempio in alcuni “mangiatori di terra” ed in particolare in Geophagus iurupari, esse vengono deposte e fecondate su di un substrato, e dopo 24ore circa raccolte nella cavità orale e mantenute lì fino alla loro schiusa. In molti casi le larve o gli avannotti fanno ritorno nella bocca parentale in caso di pericolo. In altre specie, per esempio nei ciclidi del lago Malawi:
Aulonocara, Copadichromis, Melanochromis, Pseudotropheus, ecc.. una volta liberati gli avannotti dalla cavità orale, ognuno va per la sua strada.

Alcuni studiosi hanno trovato una stretta correlazione tra la quantità del tuorlo dell’uovo ( sacco vitellino) disponibile per l’embrione e l’estensione nel tempo delle cure parentali dei genitori. Da considerare l’equazione: tanto è minore la quantità di tuorlo , tanto più è protratta e scrupolosa la fase delle cure parentali appena è avvenuta la schiusa delle uova. Nell’altro caso, con uova di maggior dimensioni e minor numero ( i peduncoli adesivi delle uova tendono a scomparire eccetto in qualche incubatore orale primitivo) le cure parentali sono del tutto assenti.

L’ALIMENTAZIONE DURANTE L’INCUBAZIONE ORALE
Durante questa strategia riproduttiva i pesci hanno trovato il sistema per resistere e riuscire ad assimilare i nutrienti durante l’incubazione delle uova. E’ diffusa l’opinione che questi pesci non assumano cibo, finche uova , larve o avannotti siano all’interno della cavità boccale, e che l’attività alimentare si riprenda una volta terminate le cure parentali. In linea di massima per gli incubatori orali è cosi, infatti in questo determinato periodo l’assunzione di alimenti è limitata, ed in alcuni casi del tutto assente. La limitazione nell’assunzione degli alimenti, ha una sua dinamica ed è progressivamente più evidente con l’aumento della grandezza degli embrioni in accrescimento, il che determina un’espansione del volume della cavità orale occupata dalle uova. La diminuzione dell’apporto energetico è in parte compensato dal riassorbimento delle scorte di grassi dei tessuti adiposi e delle gonadi. Riguardo alle larve sembra che le sostanze di riserva contenute nel sacco vitellino non siano sufficienti a garantire la sopravvivenza. E’ stato provato sperimentalmente che le larve di molti incubatori orali si cibino della secrezione mucosa dei tessuti della bocca parentale, tale mucosa risulta incrementata nel periodo riproduttivo e può contenere inglobati, nella sua superficie, microrganismi fitoplanctonici. Differentemente da questa regola generale, uno studioso ha potuto dimostrare che le larve di Betta anabantoides (anche questo anabantidae è incubatore orale) sono in grado di sopravvivere per tutto il periodo delle cure parentali orali senza alimentarsi.

ALCUNE CARATTERISTICHE MODIFICAZIONI NEL CORSO DELL’INCUBAZIONE ORALE
Durante l’incubazione orale, c’è una sospensione della caratteristica particolarità dei “colpi di tosse”, mentre al di fuori del periodo riproduttivo questa avviene circa ogni 30-60 atti respiratori. Anche i caratteristici “sbadigli” sono rari ed in questa fase modificati in modo da avvenire con la bocca chiusa e con una maggiore dilatazione degli opercoli branchiali. L’attività respiratoria durante l’incubazione orale viene modificata in questo modo: atti respiratori brevi e frequenti con una moderata apertura della bocca. Le varie modificazioni durante l’incubazione orale devono accordarsi con le necessità fisiologiche del pesce tra cui quella del galleggiamento. Il peso delle uova certamente modifica l’assetto di galleggiamento dell’individuo parentale, che deve modificare le attività orali e branchiali in funzione alla diversa secrezione gassosa della vescica natatoria. Una volta che le larve o avannotti emergono dalle uova, il loro assetto galleggiante è autonomo cosi il genitore può tornare al suo assetto “primitivo”.
Il fenomeno dell’incubazione orale è da ritenersi certamente un comportamento riproduttivo evoluto e di successo, considerando che interessa fino ad ora almeno 53 generi, 4 ordini ed 8 famiglie di pesci ossei. E’ una delle numerose e geniali strategie di sopravvivenza che permettono a quelle specie di pesci di aggirare difficoltà ambientali insorgenti o di colonizzare ambienti con caratteristiche completamente diverse rispetto a quelle di origine, persino negli acquari.

Al prossimo mese!!

Aida Mancuso

www.12scatti.org



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