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Photo: Francesco Ricciardi
Pesce foglia - Leaf scorpion fish
Taenianotus triacanthus

- Curiosità sulla specie - A cura della biologa Aida Mancuso

Pesce foglia - Leaf scorpion fish
Taenianotus triacanthus

Piccolo scorfano di forma molto compressa, con pinna dorsale alta e lunga, a vela, spesso sollevata.  Le dimensioni sono di circa 10cm.
Facile da riconoscere, tra gli scorfani, per la forma molto compressa. A volte viene confuso con i pesci foglia Ablabys taenianotus e Ablabys macracanthus:  questi hanno entrambi la testa e la bocca  più piccole del Taenianotus e vivono in un ambiente diverso (sabbia).
Sovente si apposta tra coralli e gorgonie. Sulla sua pelle possono crescere alghe ed idroidi.
L’ambiente in cui  lo si ritrova abitualmente è il fronte o il pendio esterno del reef  nell’Indo-Pacifico tropicale.
E’ una specie di grande interesse, caratterizzata da un corpo sottile ed una livrea estremamente variabile e mimetica. I colori di fondo più frequenti sono il bianco, il bruno, il rosso acceso, il verde e il giallo. Il pesce foglia, cambia la pelle in una sola volta, abbandonando una sottile sfoglia trasparente simile a quella dei serpenti. Si tratta di un piccolo predatore stanziale e sedentario: talvolta permane per anni nello stesso tratto di barriera corallina!
Territoriale, vive, anche in piccoli gruppi, su fondali corallini da -1 a -100m di profondità. Se in pericolo, si finge un'alga mossa dalla corrente adottando un caratteristico movimento ondulatorio laterale, tecnica utilizzata anche per cacciare le sue prede.
Quella degli Scorpenidi, cui egli appartiene, è una famiglia di pesci abbastanza grande, diffusa in quasi tutti i mari del mondo. Per lo più si tratta di pesci molto pesanti, cattivi nuotatori, che vivono sul fondo, dove si mimetizzano perfettamente per catturare le loro prede: sono i maestri del mimetismo. Fa eccezione a questa regola il gruppo dei pesci leone (sottofamiglia Pteroinae), che ha un aspetto evidente, con pinne molto allungate e che nuota, sia pure lentamente.
Sono tutti pesci dotati di spine velenifere (i raggi duri della pinna dorsale). Poche specie sono mortali per l'uomo, molte sono in grado di infliggere punture dolorosissime!
Sono animali facili da osservare perché si muovono malvolentieri e di solito non temono il subacqueo. La difficoltà maggiore può essere localizzarli.
La loro bruttezza è proverbiale, eppure molte specie affascinano per forme e colori e sono ai primi posti nella lista dei desideri dei fotografi.
La famiglia Scorpaenidae, appartenente all'ordine Scorpaeniformes, è caratterizzata da testa e bocca grandi ed una cresta ossea spinosa sulla guancia. Il corpo di solito è massiccio. Molte spine su tutto il corpo, in particolare pericolosi, come detto sopra, sono i raggi spinosi della pinna dorsale, dotati di un solco longitudinale e connessi a ghiandole velenifere, in grado, quindi, di iniettare un potente veleno a chiunque li tocchi!
Le pinne pettorali sono ben sviluppate, in particolare nei pesci leone.
Rispetto al pesce tipo, mancano di vescica natatoria, sono pertanto pesanti e nuotano con difficoltà.
Molte specie sono riccamente adornate di espansioni cutanee, che contribuiscono a renderli invisibili.
Vivono in molti ambienti, sempre sul fondo o nelle immediate vicinanze (sempre reef).
Sono predatori di pesci e crostacei, che cacciano all'agguato, sorprendendoli con uno scatto improvviso. I pesci leone, invece, spesso usano le pinne pettorali per spaventare le prede e convogliarle verso la bocca.
La femmina rilascia grandi quantità di uova planctoniche.
Altri gruppi minori, per lo più appartenenti all'ordine Scorpaeniformes, vengono a volte confusi con i più familiari scorpenidi: sono ad esempio le famiglie degli Aploactinidae (pesci velluto) e Tetrarogidae (pesci vespa). Entrambi hanno forma allungata e pinne molto caratteristiche.
Tutti gli scorpenidi, come abbiamo prima accennato, sono veleniferi ed il loro veleno, iniettato attraverso i raggi duri della pinna dorsale, è composto da una miscela di tossine neurotossiche (che agiscono sul sistema nervoso). Le tossine sono di natura proteica, e si denaturano rapidamente col calore, perdendo efficacia: un'ottimo mezzo di primo soccorso, quindi, in caso di puntura di uno scorpenide, è l'applicazione locale di calore abbastanza elevato, diciamo che dovrebbe essere quasi bruciante e si può utilizzare acqua calda, aria calda, superfici metalliche riscaldate.
Poche specie sono realmente mortali per l'uomo: i pesci pietra (Synanceia spp.) sono una di queste! Le punture della maggior parte degli scorpenidi sono, comunque, estremamente dolorose.

Un cordiale saluto a tutti voi.

Al prossimo mese!

Aida Mancuso
www.12scatti.org



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