Grazie a tutti quelli che....
14 Ottobre 2007:
Un mese fa in Burkina Faso ho incassato in termini di soddisfazione l’inimmaginabile!
Se questo è successo è grazie alle moltissime persone che ho incontrato, che hanno creduto nella nostra iniziativa e non hanno esitato a tendere la loro mano.
Ringrazio di cuore queste persone.
Grazie, perché non è facile riscuotere fiducia, soprattutto se sei un perfetto sconosciuto.
Grazie, perché avete creduto alle mie parole che nell’immediato non potevano avere riscontro nei fatti.
Ho faticato molto all’inizio per instaurare un rapporto di fiducia, non è facile convincere gli altri sul tuo intento, soprattutto se per farlo rischi di essere frainteso.
Pretendere consenso, fiducia e stima da perfetti sconosciuti è cosa inammissibile.
E allora è partita la mia sfida, dimostrare con i fatti che le motivazioni erano ben più nobili.

L’unico strumento per combattere il “dubbio” è la “trasparenza totale”.
L’unico modo per combattere l’indifferenza è il coinvolgimento emotivo.

E’ per questo che dedico moltissimo del mio tempo libero a rafforzare i pilastri su cui poggia la “nostra” iniziativa. Spesso per farlo, metto sulla pubblica piazza i miei sentimenti, quelli che nascono da dentro e che dentro vorresti far rimanere, per non svalutarli; perché il rischio c’è, ed è sempre quello: essere fraintesi.
Poi pensi che non è giusto; non è giusto che sia soltanto tu ad incassare le soddisfazioni del lavoro di molti.
La riconoscenza verso quei “molti” mi porta a scrivere questo messaggio di ringraziamento e a condividere con voi le mie emozioni più belle:

Dalla newsletter di Ottobre 2007:
Sono frastornato, sono qui che penso, che mi interrogo, cosciente del fatto che non sarò in grado di trasferirvi neanche un centesimo delle emozioni che ho provato due settimane fa, quando al cospetto di decine di persone dallo sguardo fiero e riconoscente ho afferrato la leva della pompa india ed ho iniziato ad agitare la mia mano destra, il mio respiro si è fermato, eravamo in tanti ma il silenzio regnava, ad un certo punto un rumore, un rumore che avrò sentito almeno un milione di volte nella mia vita, un rumore che ho sempre ignorato, fin da piccolo; in quel momento, quel rumore dell’acqua che cadeva sul selciato del pozzo mi ha regalato una delle emozioni più grandi della mia vita.

Il giorno dopo a Mankarga V4 in una cappella costipata di persone si è tenuta una messa di ringraziamento, alcuni bambini indossavano una maglietta bianca con su scritto: “benvenuti ai nostri amici italiani a Mankarga V4”, la cappella dal tetto in lamiera non ce la faceva proprio a contenere i canti vigorosi che accompagnavano le danze dei bambini.
Al momento dell’eucaristia i canti si sono ulteriormente intensificati, ho chiuso gli occhi, ho liberato la mente e sono volato in Italia, ho abbracciato mia moglie, i miei piccoli, i miei cari e ho dedicato un pensiero a tutti voi:
CE L’ABBIAMO FATTA! GRAZIE A NOME DI TUTTE LE PERSONE CHE IN QUESTO MOMENTO MI STANNO SOLLEVANDO DA TERRA CON LA FORZA DELLA LORO GIOIA.



Io credo che ci sia molta gente che abbia voglia di "costruire", purtroppo sempre più spesso quella gente viene dissuasa dai "furbetti di quartiere" che speculano sulle emozioni altrui per conseguire interessi diversi da quelli pubblicizzati.
La "corrente dominante" è dettata dai furbetti, che sempre più numerosi, stanno prendendo il sopravvento.
A noi piace andare controcorrente, come i salmoni; è faticoso ma alla fine se ce la fai ad arrivare, la ricompensa è inestimabile.



La mia sfida, che poi è divenuta la sfida di tutti coloro che hanno creduto in questa iniziativa:

Dimostrare che con pochissimo si può fare moltissimo.
Noi POZZIamo!

E TU?



Se cliccate sull'immagine sopra, potrete vedere l'ultima pagina del calendario BELOW 2008 in alta risoluzione, riuscirete a leggere tutti i nomi delle persone che hanno dedicato parte del proprio tempo libero a favore di questa iniziativa, quei nomi sul muro sono stati scritti con un software di computer grafica, non avrei mai fatto spendere soldi per farlo sul serio, ma a me quel muro piace vederlo così.

Un caro saluto a tutti
Stefano Calcabrini