Fotografia subacquea e non solo...
Not just underwater photography...
by STEFANO CALCABRINI
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Dal diario di bordo della Blue Star.
Elphistone Reef, Mar Rosso
17 Settembre 1998

Sono circa le 11,30, e dopo la prima immersione del mattino siamo sul ponte della Blue Star a scrutare i delfini che nuotano a due o trecento metri dalla barca. "Can we borrow the Zodiac ?" chiedo al capitano. Come al solito, a mezza bocca e senza battere ciglio... "I take you there". In trenta secondi siamo sulla barca : io e Stefano con le custodie fotografiche, Eric con il video, Nicolas e il Parigino senza niente. Dopo due minuti di navigazione tuffo all'indietro e siamo nel blu!
I delfini sono ad una ventina di metri. Ce ne sono parecchi, si sentono fischiare in tutte le direzioni. Si nuota verso i delfini, io riesco ad avvicinarne uno e lo fotografo da circa 6 o 7 metri. Troppo lontano per il 24 mm. Siamo tutti più o meno in una zona circolare a diametro 20 metri. Stefano mi sta a 5 metri. Ho i delfini sotto i piedi, glie li indico.
Inizio un giro a 360 gradi scrutando nel profondo blu, alla ricerca di altri delfini, quando noto proprio sotto la mia perpendicolare, giù giù nel blu, tre macchie bianche. Mi insospettisco, immediatamente metto a fuoco la silouette di uno squalo, i cui contorni sono appena visibili nel blu. Allerto immediatamente il capitano, che si trova a un centinaio di metri da noi sullo Zodiac. Nello stesso tempo vedo Stefano iniziare un'apnea per inseguire i delfini poco distanti da noi. Lo vedo pinneggiare verso il blu, giù, naturalmente non si e' accorto dello squalo. Lo squalo invece si e' accorto subito di lui. Lo vedo risalire dal blu, con la sua nuvola di pesci striati intorno la testa, prendere chiaramente direzione verso Stefano. Guardo Stefano, sempre in apnea, che nuota di spalle e non si e' accorto di nulla.
E qui comincia il mio incubo..... lo squalo, abbassate le pinne ventrali, nuota verso di lui ad una velocità apparentemente non eccessiva. Procede con sbalorditiva semplicità, con impercettibili movimenti della coda, obliquamente, con la testa più in alto della coda. Strillo come un forsennato per allertare Stefano, che ha ancora le orecchie nell'acqua. Naturalmente non mi sente. "Oh putain !" sento esclamare Nicolas, che si era avvicinato a me e vedeva la scena insieme ad Eric. L'adrenalina e' salita a mille. Nuoto in direzione di Stefano, strillo verso il capitano "He is attacking! He is attacking!".
E questa è stata angoscia, sofferenza strozzata in gola come non avevo mai provato. Ormai lo squalo era a mezzo metro dalle pinne di Stefano, e lui era ancora ignaro di tutto. Ho smesso di nuotare, semi paralizzato da quello che stavo per vedere.Ho pensato ad un attacco da dietro, il peggiore, e invece lo squalo ha deviato a sinistra e si e' presentato di fronte a Stefano.
Non dimenticherò mai questascena:il chiaro del ventre dello squalo, la sua forma inarcuata dovuta al suo movimento di accerchiamento, e il contraccolpo di Stefano, che praticamente si è trovato lo squalo addosso.

 

Per fortuna lo squalo non ha attaccato subito. Stefano adesso l'aveva visto... l'adrenalina è scesa un po.
Lo squalo si é allontanato una decina di metri e poi è tornato verso Stefano, che però era pronto per la visita. Al primo avvicinamento Stefano ha sferrato una botta con la custodia fotografica, che lo squalo ha schivato deviando a sinistra.Si è allontanato nella stessa direzione di prima, per ritornare ancora una volta. Altro avvicinamento e altra botta con la macchina fotografica. Questa volta lo squalo ha deviato verso destra, e me lo sono visto dritto nella mia direzione, un metro sotto il pelo dell'acqua, ad una decina di metri da me. Ormai il gommone era su di me. Sono volato fuori dall'acqua e sono atterrato sul tubolare opposto al quale ero salito. Eric e Nicolas erano già su.
Subito partiti verso Stefano, che nel frattempo aveva respinto il terzo avvicinamento dello squalo. Poi pure lui sul gommone, tirato a forza da Nicolas.
E dalla barca lo abbiamo rivisto, con le sue tre macchie bianche, girovagare a due o tre metri sotto il pelo dell'acqua.
"You need to be fast if there is a shark". Incredibile, il capitano per la prima volta, dopo una settimana aveva parlato di sua iniziativa. E ho visto il suo viso diverso da come lo avevamo sempre visto. Sempre serio, ma diverso. Da quando ho avvistato lo squalo la prima volta a quando ci siamo ritrovati tutti sulla barca deve essere passato non più di un minuto. Ma quegli istanti in cui Stefano nuotava di spalle verso i delfini e lo squalo riduceva le distanze e gli era ai piedi sono stati l'eterno, l'angoscia, il gelo, cinque secondi al massimo, l'impotenza, l'incredulità, il cuore che mi batteva in bocca, in quei cinque secondi ho provato tutto un concentrato di emozioni come mai in vita, e grazie a Dio e' finita così!
Stefano e' sembrato quello meno preoccupato. Non ha fatto in tempo ad avere paura. "Ho pure fatto qualche foto" ha detto non appena salito sul gommone, con un semi sorriso che non nascondeva l'apprensione provata.
Risaliti sulla Blue Star, vedo Nicolas scendere dal ponte superiore e venire verso di me. "Il etait un Longimanus (Carcharhinus longimanus), a dit Sophie! Drole, elle ne semblait pas surpise... elle a dit que c'est arrivee plusiers fois!" "E' successo altre volte???.." Ripenso a Stefano, Eric e Corinna che poco prima si erano allontanati nel blu senza Zodiac all'inseguimento dei delfini, a quattrocento metri dalla barca, ognuno per affari suoi...... E' proprio una deficiente... ho concluso pensando a Sophie... poi vedo Stefano, di spalle, bello come il sole, che entra nella cabina con la sua custodia fotografica, come al solito,....
"Bella Zannò, questa e' per i nipoti...."

Fabrizio Calcabrini